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marzo 03, 2016 - I3p

Da Courmayeur parte il road show di Biosphera 2.0, la casa del futuro a energia zero

Parte da #courmayeur il road show di dodici mesi che porterà in 6 località diverse Biosphera 2.0, modulo abitativo provvisto di tutti i servizi per vivere, anche in condizioni ambientali estreme, in modo autonomo e senza alcun ricorso a una rete di energia esterna. Il progetto internazionale monitorerà dati ambientali e energetici dell’edificio e parametri fisiologici degli abitanti in situazioni ambientali molto differenti. Il modulo è stato sviluppato a partire dal concept elaborato da un team di studenti di architettura del Politecnico di Torino, dalla startup di #i3p Be-Eco, da Valleé d’Aoste Structure e dall’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste. Ai piedi del Monte Bianco, a #courmayeur, è partito il road show internazionale di 12 mesi che porterà ad Aosta, Milano, Rimini, Torino e Lugano il modulo abitativo itinerante ed energicamente efficiente “Biosphera 2.0”. Biosphera 2.0 rappresenta la casa del futuro ad energia zero: un modulo di 25 mq, il primo al mondo costruito seguendo entrambi i protocolli di certificazione degli standard di edificio passivo più avanzati Passivhaus e Minergie-P, provvisto di tutti i servizi per vivere, anche in condizioni ambientali estreme, in modo autonomo e senza alcun ricorso a una rete di energia esterna.

Costruita in legno certificato secondo i criteri di massima sostenibilità imposti dal PEFC, l’abitazione è completata da arredi realizzati con materie prime e lavorazioni dell’artigianato valdostano di tradizione. Il progetto internazionale di ricerca e sviluppo monitorerà per un anno intero dati ambientali e energetici dell’edificio e parametri fisiologici degli abitanti in situazioni ambientali molto differenti, con lo scopo di definire scientificamente il livello di benessere psicofisico degli utenti all’interno di un ambiente abitativo all’avanguardia come Biosphera 2.0.

Il modulo è stato sviluppato a partire dal concept elaborato da un team di studenti di architettura del Politecnico di Torino, vincitori di un concorso organizzato dal gruppo Woodlab del Politecnico di Torino, dalla startup incubata presso #i3p Be-Eco, da Valleé d’Aoste Structure e dall’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste. Nel corso del 2016, Biosphera 2.0 sarà dunque sottoposto agli stress test più duri e in condizioni ambientali estreme come i -20° C in inverno a #courmayeur o i + 40° C in estate a Rimini. Il modulo verrà installato anche nelle città di Aosta, Milano, Torino e Lugano con lo scopo di monitorare la qualità dell’aria interna al modulo in ambienti con possibile inquinamento atmosferico.

Durante tutti i 12 mesi verranno raccolti i dati di oltre 20 parametri relativi all’involucro edilizio e alla fisiologia umana quali temperatura, umidità, qualità dell’aria, campi elettromagnetici, polveri sottili, frequenza cardiaca, temperatura della pelle, stato emotivo. Nei 12 mesi di road show, Biosphera 2.0 ospiterà più di venti abitanti, chiamati a raccontare la loro esperienza quotidiana nel modulo con foto, post e video per contribuire alla definizione del benessere psicofisico dell’ambiente e della qualità della vita all’interno dell’abitazione, nonché a fornire spunti e suggerimenti sulle caratteristiche che una casa e una città del futuro dovrebbero avere per garantire la massima qualità della vita. Una videocamera manderà in diretta le immagini dell’interno zona giorno.

I primi a testare il comfort abitativo di Biosphera 2.0 saranno proprio i sei studenti vincitori del concorso. “Be-Eco da sempre promuove manifestazioni ed eventi orientati a promuovere progetti pilota di architetture energeticamente efficienti e a basso impatto ambientale”, afferma Guido Callegari, co-founder di Be-Eco, la start-up innovativa incubata presso #i3p del Politecnico di Torino che nel progetto Biosphera 2.0 ha contribuito all’organizzazione del workshop per lo sviluppo del concept. Specializzata nello sviluppo di soluzioni a basso impatto ambientale per l’edilizia, Be-Eco opera principalmente nel settore del retrofit del patrimonio esistente e, attraverso la ricerca, ha l’obiettivo di sviluppare un sistema abitativo low energy. Un impegno che si è concretizzato non soltanto con Biosphera 2.0 ma anche con la realizzazione di una casa in legno ad Orbassano completamente isolata internamente, coperta con fibra di legno e con cappotto esterno in sughero bruno.

“L’incubatore #i3p segue start up che operano nei più diversi settori industriali, e ci fa molto piacere veder nascere proposte come Biosphera” ha continuato Marco Cantamessa, presidente dell'Incubatore #i3p. “Si tratta di progetti che possono non solo condurre a una maggiore sostenibilità ambientale, ma anche portare innovazione e sviluppo economico in un settore oggi in crisi, come quello delle costruzioni”. L’iniziativa Biosfera 2.0 è promossa dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e dall’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste, ed è supportata da ZEPHIR – Passivhaus #italia, Minergie, PEFC, Aktivhaus e Vallée d’Aoste Structure. Chi è #i3p #i3p è l’incubatore d’imprese del Politecnico di Torino.

E’ uno dei principali incubatori europei e sostiene startup fondate sia da ricercatori universitari che da imprenditori esterni. Fondato nel 1999, è una società costituita da Politecnico di Torino, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, Camera di Commercio di Torino, Finpiemonte e Fondazione Torino Wireless. Ad oggi ha favorito la nascita di 193 imprese, che hanno ottenuto capitale di rischio per circa 40 milioni di Euro e generato oltre 1400 posti di lavoro e un giro d’affari di oltre 75 milioni di Euro nel 2014. #i3p offre alle startup spazi attrezzati, consulenza strategica e specialistica, e continue opportunità di contatto con investitori e clienti corporate. In #i3p possono accedere studenti, dottorandi, ricercatori, docenti del Politecnico di Torino o degli enti pubblici di ricerca, oltre che imprenditori o esterni interessati a sviluppare una startup innovativa con validata potenzialità di crescita.

I settori di attività delle startup variano dall’ICT al Cleantech, dal Medtech all’Industrial, dall’Elettronica e automazione al digitale e in ambito Social Innovation. Nel 2011, #i3p ha lanciato TreataBit, un percorso di incubazione dedicato ai progetti digitali rivolti al mercato consumer, quali portali di e-commerce, siti di social network, applicazioni web e mobile. Ad oggi Treatabit ha supportato 232 idee d'impresa, di cui 139 progetti sono online e 69 sono diventate impresa. Promotore di importanti iniziative per il trasferimento tecnologico, l’incubazione e la crescita di impresa, l'attività di #i3p si inquadra nelle strategie globali del territorio piemontese volte a sostenere la ricerca, l’innovazione tecnologica, l’innovazione sociale e la nuova imprenditoria. Nel 2014 #i3p si è classificato al 5° posto in Europa e al 15° al mondo nel ranking UBI Index (University Business Incubator) la classifica annuale degli incubatori universitari che ha preso in esame 300 incubatori di 67 paesi, valutandone l’attrattività e la creazione di valore per l’ecosistema e per i clienti.

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