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maggio 04, 2016 - Design Blogger

Making is Thinking is Making Ispirazioni naturali, lento scorrere del tempo, riuso dei materiali, per la mostra sul nuovo artigianato coreano contemporaneo

Continua fino a settembre la mostra organizzata dal KCDF (Korea Craft & #design Foundation), emanazione del Ministero della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica di Corea

Making is Thinking is Making

Ispirazioni naturali, lento scorrere del tempo, riuso dei materiali,

per la mostra sul nuovo artigianato coreano contemporaneo

Continua alla Triennale di Milano la mostra dedicata all’artigianato coreano come ricerca di un nuovo valore per il “fare manuale” nell’epoca in cui molta della produzione è affidata ai robot

 “Making is Thinking is Making” è il titolo della mostra organizzata in occasione della XXI Esposizione Internazionale della Triennale del #design a Milano da KCDF (Korea Craft & #design Foundation), emanazione del Ministero della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica di Corea. (Fino a settembre, da martedì alla domenica: dalle 10.30 alle 20.30, ingresso 15 euro, anche per visitare le altre mostre della XXI Triennale del #design, previste riduzioni).

In un’era in cui molti aspetti della produzione fanno affidamento su computer e tecnologie moderne, la mostra indaga quali siano i significati trasmessi dall’artigianato e quale sia il suo futuro. Uno dei temi esplorati è quello del valore primario e profondo della bellezza artigianale in un mondo in cui tutto si consuma troppo velocemente.  

Ad esempio l’artista Hong Youngin valorizza il tradizionale lavoro del ricamo, lenta attività manuale femminile, realizzando con la macchina da cucire dei fiori che compra nei luoghi in cui si trova in quel momento e cuce prima che appassiscano per tener traccia di tutto ciò che svanisce e del tempo degli esseri mortali.

Chang Yeonsoon nel progetto “Il tempo prolungato” utilizza come materiale principale l’abaca, una fibra tessile vegetale. Le colora manualmente in 12 fasi di lavorazione e la tesse, in un momento di riflessione introspettiva, ricollegandosi idealmente ai tempi remoti in cui le donne tessendo contribuivano allo sviluppo della società civile.

Choy Byunghoon, pioniere dell’art furniture, crea oggetti di #design che sembrano sculture in armonia con la natura: mentre contempla i suoi mobili, lo spettatore si sente in armonia con la natura, lontano dal caotico mondo esterno.

L’artista Kim Hyejeong realizza ciotole utilizzando le tecniche tradizionali, apprese durante i suoi viaggi, ispirandosi alla forma dei fiori, in particolare del carpello, ovvero la parte del fiore che ha funzione riproduttiva.

La serie Stone Pillow dell’artista Christian Kim parte da un materiale edile come il calcestruzzo, costituito da un conglomerato di diversi materiali come sabbia e ciottoli, utilizzandoli come ispirazione per i suoi cuscini di stoffa che hanno l’aspetto di pietre, riuscendo così a portare i paesaggi del mondo esterno nel mondo architettonico.

Anche delle semplici confezioni di largo consumo diventano oggetto di scatti fotografici: le opere dell’artista Kim rappresentano parti di confezioni o incarti che ormai non contengono più nulla al suo interno, attraverso delle semplici foto le confezioni diventano oggetto d’arte.

Choi Jungyou adopera materiali facilmente reperibili in natura per ricreare oggetti d’artigianato tradizionale: utilizza semplice canapa per realizzare nuove strutture come ad esempio i vasi di porcellana bianca, tipici della tradizione artigianale coreana.

Per il quarto anno consecutivo la prestigiosa Fondazione coreana si ripresenta con uno spazio espositivo di quasi 500 mq alla Triennale di Milano. I designer che espongono sono 28 in un incredibile itinerario espositivo che inviterà anche i visitatori a comporre un’opera di “intelligenza collettiva” da esporre.

L’esposizione è stata curata da Hong Bora, direttrice della Galleria Factory di Seoul e curatrice di mostre internazionali come nel 2015 “Wirkkala Revisited” al #design Museum di Helsinki.

Una ricerca che parte da una citazione tratta dal libro “L’Uomo Artigiano” (“The Craftsman”) del sociologo Richard Sennett, ovvero “Making is thinking” (letteralmente “fare è pensare”) che dà anche il titolo alla mostra.

Grazie ad interviste a numerosi artigiani, designer, artisti, teorici e programmatori, sono state raccolte informazioni sul rapporto che intercorre tra il “fare” e il pensiero (“making & thinking”). Attraverso questo stimolante processo di “intelligenza collettiva”, l’esibizione si pone lo scopo di scoprire un nuovo universo dell’artigianato e di visualizzarlo all’interno dello spazio.

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