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maggio 27, 2016 - Nissan

Intervento di Bruno Mattucci, AD Nissan Italia, agli Electric Drive Days

Buongiorno a tutti,

desidero innanzitutto ringraziare ACI Vallelunga, Iper - La Grande I, Class Onlus, Cobat e Combo Lab per aver sostenuto e organizzato questo incontro, le rappresentanze governative presenti e tutti i colleghi che sono qui oggi, perché come noi credono e investono nella mobilità a zero emissioni.

 

In quanto pioniere e leader italiano e mondiale nel mercato della mobilità elettrica, #nissan è pronta a sostenere il Governo negli sforzi per individuare un indirizzo strategico comune per la mobilità elettrica in Italia ed è lieta di poter apportare l’expertise maturata anche in altri Paesi europei con oltre 8 anni di impegno in questo ambito.

 

Nel dicembre 2006, infatti, #nissan ha varato un piano di azione a medio – lungo termine, il #nissan #green Program, con lo scopo di ridurre del 90% il livello delle proprie emissioni di CO2 entro il 2050, e nel 2010 ha introdotto sul mercato #nissan #leaf, la prima #auto 100% elettrica di massa che ha recentemente superato le 230.000 unità commercializzate a livello globale, generando un risparmio di circa 400 mila tonnellate di CO2: una quantità pari a quella prodotta da 94 milioni di alberi. Nei primi quattro mesi del 2016, in Italia, #nissan rappresenta circa il 50% (49,34%) dell’intero mercato elettrico nazionale. Abbiamo recentemente introdotto sul mercato di massa una nuova batteria in grado di garantire fino a 250 km di autonomia e stiamo già guardando alla prossima generazione, grazie alla quale in pochissimi anni l’autonomia crescerà fino a oltre i 550 km.

 

Oggi disponiamo di un’intera gamma di veicoli per il trasporto privato, pubblico e di merci e produciamo l’unico veicolo a zero emissioni a sette posti presente sul mercato, #nissan e- NV200.

 

Abbiamo investito 4 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, fornendo tecnologie d’avanguardia sia per il settore privato che per il pubblico e le imprese e producendo “in casa” batterie innovative con maggiore autonomia, lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica rapida fissa e mobile per i veicoli elettrici.Presidiamo l’intera filiera produttiva e stiamo investendo con altri partner nel più grande corridoio elettrico d’Italia che sarà costituito da 180 colonnine a ricarica veloce previste entro il 2019.

 

Siamo profondamente impegnati nell’ampliare e promuovere la mobilità elettrica, andando anche oltre il veicolo in sé. Abbiamo di recente lanciato il Vehicle to Grid con Enel in quei paesi dove il quadro regolatorio lo consente per l’alimentazione bidirezionale tra il veicolo, la casa e la rete che consentirà maggiore efficienza energetica stabilizzando i picchi energetici della rete, sviluppo di micro generazione rinnovabile per uso domestico e industriale e notevoli sconti in bolletta, perché l’energia non utilizzata sarà rivenduta alla rete e comprata quando più conveniente.

 

Perché crediamo nella mobilità elettrica

 

A) Siamo impegnati nella sfida al cambiamento climatico e sappiamo che la mobilità è responsabile per circa il 30% delle emissioni.

Attualmente, la trazione elettrica rappresenta l’unica soluzione di trasporto esistente, concreta, pratica e accessibile, per mitigare l’impatto dei trasporti sulle alterazioni del clima e per consentire una serie di facilitazioni alla libertà di circolazione (nessuna limitazione alla circolazione, possibilità di accesso nelle aree a traffico limitato e sosta gratuita sulle strisce blu). In fase di marcia un veicolo 100% elettrico non emette CO2 e non produce emissioni inquinanti come NOx (ossidi di Azoto) e particolato. È quindi in grado di garantire un significativo risparmio in termini di emissioni, tanto rispetto ai migliori veicoli diesel (99 g CO2/Km) quanto rispetto ai veicoli ibridi di pari segmento (circa 89 g CO2/Km). Altri vantaggi includono: 99% di riciclabilità delle parti della vettura e degli interni, riduzione dell’inquinamento acustico con soli 21 decibel contro i 60 di un’auto tradizionale (- 56%), zero olio motore da smaltire.

 

B) Il risparmio economico nei consumi e nella gestione della mobilità è significativo

Oggi ai vantaggi economici, sono molto importanti sui costi di esercizio rispetto un veicolo ad alimentazione diesel. Eccoli nel dettaglio:

  • Eliminazione dei costi di ZTL a Roma, AREA C a Milano e in tutte le principali città Italiane;
  • Parcheggio gratuito nelle aree centrali (strisce blu) nelle principali città Italiane (Roma, Milano, Napoli e altre);
  • Nessuna restrizione alla circolazione in caso di blocco del traffico per ridurre i PM10 (targhe alterne o limiti orari);
  • Esenzione della tassa automobilistica (bollo auto) fino all’intera vita del veicolo (in Piemonte) e di almeno 5 anni nelle regioni più vaste (Lazio, Lombardia, Veneto);
  • Riduzione dei costi di manutenzione di circa il 40% rispetto a un veicolo diesel di pari segmento;
  • Riduzione della spesa nel rifornimento, dal 25% in caso di utilizzo di corrente domestica al costo di mercato, fino al 100% in caso di utilizzo di energia da fonti rinnovabili;
  • Riduzione dei costi assicurativi di circa il 30%.

 

C) I motori elettrici garantiscono un’elevata efficienza energetica in termini di trasformazione di energia elettrica in energia cinetica.  Oltre il 90% dell’energia, infatti, è trasformata in movimento, contro il 30% circa dei motori termici. L’auto elettrica non disperde calore e recupera l’energia in frenata. 

Due sono a nostro avviso i punti fondamentali della Carta presentata questa mattina, nonché i punti sui quali investire per la piena diffusione della mobilità elettrica:

 

1. AGEVOLARE ECONOMICAMENTE L’ACQUISTO DI VEICOLI ELETTRICI

A fronte delle enormi potenzialità di sviluppo della mobilità elettrica e di una tecnologia che ormai ha raggiunto livelli di affidabilità che rendono l’auto elettrica perfettamente sostituibile ai veicoli tradizionali, l’Italia sconta, oggi, alcuni ritardi significativi, che stanno di fatto rallentando la diffusione dei veicoli elettrici.

 

Condividiamo quindi le proposte di intervento delineate oggi e in particolare riteniamo particolarmente urgente e prioritario il primo punto chiave, relativo all’introduzione di incentivi diretti all’acquisto che permetta di avvicinare il costo dei veicoli elettrici a quello degli omologhi a combustione interna.

 

È questa, infatti, a nostro parere, la prima causa che limita la diffusione della mobilità elettrica nel nostro Paese. Diversi studi hanno dimostrato che a giocare il ruolo determinante nelle scelte d’acquisto deiconsumatori sono il prezzo d’acquisto e i costi di proprietà. Nonostante gli sviluppi tecnologici, gli sforzi messi in campo dai produttori e i bassi costi di gestione, il costo delle #auto elettriche è ancora superiore a quello delle #auto tradizionali e costituisce quindi un limite all’acquisto rilevante. Ancor più se il veicolo elettrico viene concepito come una seconda #auto familiare per gli spostamenti urbani, per la quale la spesa media è normalmente piuttosto contenuta (sotto i 20.000 euro).

 

Per questo motivo, la previsione di incentivi statali all’acquisto, sia diretti sia indiretti, sarebbe di fondamentale importanza per sanare tale gap, allineando così la legislazione italiana a quella della maggioranza dei paesi UE. Un sistema di incentivi nazionali all’acquisto dei veicoli elettrici, infatti, è previsto in quasi tutti i Paesi UE, nei quali il volume delle vendite ha registrato un incremento evidente e prolungato nel tempo, ed è un fattore imprescindibile per ogni reale investimento in mobilità.

 

Relativamente alle forme e ai volumi delle misure adottabili in questo senso, concordiamo certamente con la proposta di inserire i veicoli elettrici tra i beni e servizi soggetti all’aliquota IVA ridotta (preferibilmente al 4%), alla quale crediamo vada affiancata l’introduzione di un incentivo dedicato.

 

A tale riguardo, è evidente che gli incentivi diretti all’acquisto potrebbero assumere forme diverse:

  1. Certamente incentivi diretti al momento dell’acquisto sarebbero i più attraenti per i consumatori e le imprese e sortirebbero effetti più immediatamente tangibili (come dimostrano i dati di molti paesi UE);
  2. Ciò a maggior ragione ove si prevedesse un meccanismo di affiancamento dell’incentivo dei produttori a quello del Governo come già avvenuto in passato – opzione a cui ci diciamo sin da ora disponibili.
  3. Laddove si volessero invece applicare forme di incentivi indiretti, si potrebbero prevedere schemi didetrazione fiscale analoghi a quelli utilizzati per le ristrutturazioni edilizie (detrazioni decennali). In base ai dati in nostro possesso, abbiamo verificato che un simile intervento relativo alle #auto elettriche avrebbe un costo assai limitato per l’erario, stimabile nell’ordine di pochi milioni di euro all’anno (2 o 3 mio);
  4. Peraltro, in una ipotesi siffatta, si potrebbe immaginare un meccanismo per cui i produttori anticipino l’intera detrazione fiscale decennale, per poi vedersela restituire nel tempo dall’erario, così da non ridurre l’effetto incentivante immediato per i consumatori e le imprese.

 

Tali incentivi dovrebbero potersi applicare anche a tutti i canali di vendita e in particolare al settore del noleggio a lungo termine che rappresenta già oggi circa il 50% del mercato elettrico complessivo.

 

Inoltre, crediamo che per non bloccare il mercato #ev nell’attesa di un decreto attuativo, sia necessarioridurre al massimo i tempi tra l’annuncio degli incentivi e la loro effettiva attuazione.

 

Come si vede, le possibili soluzioni sono molteplici. Al riguardo, saremmo felici di condividere con il Governo le proposte che abbiamo elaborato negli ultimi mesi e supportarlo nell’elaborazione di una misura che tenga conto delle reali necessità del settore e delle migliori pratiche realizzate a livello europeo.

 

2. STABILIRE STRUMENTI REGOLATORI E DISPOSIZIONI TECNICO-NORMATIVE SPECIFICHE VOLTE A RISOLVERE I PRINCIPALI PUNTI APERTI DEL SETTORE

In secondo luogo, crediamo sia opportuno affrontare a livello istituzionale le principali criticità ancora presenti nel settore e favorire la realizzazione dei progetti pilota, come le applicazioni per lo scambio bidirezionale dell'energia fra autoveicolo e rete.

Su quest’ultimo punto, lo scorso 10 maggio, a Londra, #nissan ha annunciato una serie di appuntamenti europei come piattaforma di dialogo con i partner per promuovere, sviluppare e ampliare il dibattito sul futuro della mobilità.

Nei paesi in cui la regolamentazione è più favorevole, #nissan ha già avviato la sperimentazione della tecnologia “Vehicle 2 Grid” (V2G), che permette ai veicoli elettrici di integrarsi completamente alla rete elettrica nazionale contribuendo alla sua capacità di gestire e stoccare energia rinnovabile in modo più efficiente ed economico. I proprietari di veicoli elettrici possono così collegarsi alla rete per ricaricare le batterie delle loro vetture nelle fasce orarie in cui le tariffe e la domanda di energia sono più basse, per poi usare nelle proprie case o uffici l’elettricità accumulata o rivenderla alla rete durante le fasce orarie a tariffa più elevata generando redditività.

Allo stesso modo, #nissan è al lavoro per lo sviluppo di soluzioni innovative, tra cui servizi di gestione energetica usando batterie “second life”. 

Sempre sull’integrazione tra i veicoli elettrici e il sistema di distribuzione dell’energia, la definizione di tariffe agevolate per l’allacciamento di una nuova utenza e per l'utilizzo di energia elettrica per la ricarica dei veicoli, sia in ambito pubblico che privato, potrebbe certamente costituire un ulteriore fattore incentivante. Oggi infatti, il costo di allacciamento di una nuova utenza è pari a circa 70 euro/Kw (circa 3.500 euro per un QC da 50 Kw) e può costituire quindi una forte barriera all’investimento in particolare per i piccoli e medi imprenditori come i concessionari. 

 

Inoltre, crediamo sarebbe utile introdurre un sistema di “roaming” per i possessori di smart card legate ad un contratto di fornitura per la ricarica dei veicoli elettrici. Un sistema di questo tipo, infatti, avrebbe l’effetto di favorire l’interoperabilità, consentendo ai possessori di veicoli elettrici di effettuare la ricarica tramite smart card in qualunque colonnina, indipendentemente dalla società con cui sono contrattualizzati.

 

3. AGEVOLARE FUNZIONALMENTE ED ECONOMICAMENTE LA REALIZZAZIONE E L’ESERCIZIO DELL’INFRASTRUTTURA DI RICARICA

 

4. COORDINARE LA REALIZZAZIONE DI UN’INFRASTRUTTURA EFFICACE, FUNZIONALE E COERENTE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE

Altro elemento indispensabile per facilitare la diffusione dell’auto elettrica è la realizzazione di una rete integrata e capillare di infrastrutture di ricarica che tenga conto delle necessità del territorio e di tutte le più recenti innovazioni tecnologiche.

 

Sosteniamo quindi con forza l’impegno del Governo per far sì che la realizzazione dell’infrastruttura di ricarica possa avvenire in tempi rapidi. Auspichiamo, in particolare, una rapida implementazione del “Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica” (PNIRE).

 

Quanto all’identificazione, a livello nazionale, delle caratteristiche tecniche ottimali che guidino la realizzazione di un’infrastruttura di ricarica ottimizzata e coerente, crediamo sia opportuno che si proceda all’ascolto di tutti i soggetti interessatidai distributori di energia elettrica, alle case automobilistiche, fino alle amministrazioni locali e alle municipalizzate. Ciò anche al fine di permettere un confronto aperto sulle innovazioni tecnologiche che riguardano il settore e sulle caratteristiche che un moderno e prospettico piano infrastrutturale dovrebbe avere.

 

Inoltre, sarà fondamentale affrontare il tema dei punti di ricarica sulle strade a grande e grandissima percorrenza, a partire dalla rete autostradale italiana, nell’ottica di rendere sempre più integralmente sostituibili i veicoli tradizionali con quelli elettrici, in tutte le circostanze e le modalità di spostamento delle famiglie e delle imprese italiane.

 

Inoltre, soprattutto a livello municipale, sarà fondamentale prevedere tutte le forme possibili di incentivo e semplificazione amministrativa e urbanistica all’installazione di nuovi punti di ricarica.

 

Tra i punti aperti da regolamentare vi è, ad esempio, la gestione della sosta presso i punti di ricarica. Ad oggi, infatti, il fenomeno della sosta selvaggia in prossimità delle colonnine di ricarica è molto frequente, e rischia di penalizzare e incentivare l’utilizzo dei veicoli elettrici. Crediamo sia necessario prevedere un esplicito divieto di fermata per i veicoli non interessati alle operazioni di ricarica, in maniera analoga a quanto previsto per la sosta negli spazi dedicati alle operazioni di carico e scarico delle merci. La violazione della disposizione di divieto dovrebbe essere a nostro avviso sanzionata, oltre che in termini pecuniari, anche con la rimozione del veicolo. 

 

Inoltre, crediamo sia necessario modificare la segnaletica orizzontale e verticale, in modo da identificare univocamente lo spazio dedicato ai veicoli elettrici. La segnaletica dovrebbe essere standardizzata a livello nazionale con l’identificazione di un colore unico e ben visibile, come il verde.

 

Infine, nel recepimento della Direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi, in particolare, richiamiamo l’attenzione del Governo sulla necessità di garantire l’interoperabilità e la connettività tra i punti di fornitura di elettricità e i connettori di veicoli elettrici. Sottolineiamo in particolare, l’esigenza di riconoscere la tecnologia “CHAdeMO” - sulla quale i first movers nell’implementazione di infrastrutture di ricarica rapida hanno investito sin dal 2009, e che oggi è alla base della maggior parte delle reti di ricarica rapida attualmente esistenti in Europa – almeno al pari della “Combo 2”.