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febbraio 15, 2017 - Mercedes-Benz

Classe E 350 e supera a pieni voti l’audit per la certificazione ambientale

Mercedes-Benz E 350 e Plug-in-Hybrid ha superato brillantemente l’audit di convalida condotto dal TÜV, ottenendo così la certificazione ambientale. Questo riconoscimento si basa su un bilancio ambientale, nell’ambito del quale gli esperti indipendenti del TÜV Süd verificano in modo completo l’impatto ambientale di un’autovettura nel corso dell’intero ciclo di vita.Mercedes-Benz E 350 e si distingue per l’eccellente consumo NEDC, pari a 2,1 litri per 100 km (emissioni di CO2 nel ciclo combinato: 49 g/km), e fa registrare valori record non solo durante la marcia. Nell’analisi complessiva gli esperti hanno infatti tenuto conto anche delle emissioni di CO2 prodotte in fase di produzione e riciclaggio. Da questa analisi emerge che, nel corso del relativo ciclo di vita (fabbricazione materiali, produzione, percorrenza superiore a 250.000 km calcolati in base a consumi certificati e processo di riciclaggio) e considerando una ricarica mediante fonte esterna con il mix di corrente europeo, le emissioni di CO2 risultano inferiori di circa il 44% rispetto al modello precedente E 350 CGI con potenza comparabile e motorizzazione tradizionale. Se il calcolo è basato sull’impiego di fonti di energia rinnovabile per la ricarica mediante fonti esterne, è possibile ottenere una riduzione delle emissioni di CO2anche del 63%. Per quanto riguarda il fabbisogno energetico lo scenario non è molto diverso. Durante tutte le fasi del ciclo di vita il consumo di energia primaria per E 350 e si riduce del 31%, rispettivamente del 48%.“L’ibrido plug-in rappresenta un perfetto esempio di come un’analisi trasparente dell’intero ciclo di vita sia necessaria per dimostrare e valutare l’impatto ambientale nella sua globalità”, ha dichiarato Anke Kleinschmit, Responsabile Research e Chief Environmental Officer del Gruppo Daimler. “Con queste analisi, ci spingiamo ben oltre i requisiti di legge. Tali valutazioni ci consentono infatti anche di dimostrare che il naturale impiego di maggiori risorse in fase di produzione è più che compensato dal sensibile miglioramento del bilancio ambientale durante la guida, con conseguente vantaggio per quanto riguarda l’ecocompatibilità nel suo insieme.”

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