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agosto 20, 2015

Green Drop Award verso COP21: la top list dei film che denunciano il cambiamento climatico

Il conto alla rovescia per la XXI Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici (COP21), che si terrà a Parigi nel dicembre 2015, parte dalla 72a Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.

Al Lido torna infatti per il quarto anno il Green Drop Award, premio organizzato da Green Cross Italia che viene assegnato al film che meglio interpreta le tematiche di sostenibilità tra quelli in gara.

Premio che quest’anno è proprio dedicato alla Conferenza Mondiale del Clima: “Tra 90 giorni saremo a Parigi, dove si giocherà una buona fetta del nostro futuro”, spiega Marco Gisotti, Direttore del Green Drop Award.

Per questo, gli organizzatori del Green Drop Award hanno stilato la classifica dei film che hanno affrontato il problema dei cambiamenti climatici: l’argomento negli ultimi anni si sta facendo infatti sempre più spazio nelle sale cinematografiche, dai docufilm ai cosiddetti “disaster movie”, cioè corredati di catastrofismo e sensazionalismo, che riescono a portare una tematica spesso considerata di nicchia anche ad un pubblico più vasto e variegato. Anche per Hollywood ormai la distruzione della Terra non coinvolge più soltanto forze aliene, ma il pericolo maggiore è rappresentato proprio dai comportamenti dell’uomo.

Ecco dunque la Top List dei film sui cambiamenti climatici, in rigoroso ordine cronologico.

...e la Terra prese fuoco (Gran Bretagna, 1961) di Val Guest

Si tratta del primo film della storia che parla esplicitamente di cambiamenti climatici.

In questa pellicola, opera dell'inglese Val Guest famoso per la serie di film di fantascienza dedicati al dotto Quatermass, i cambiamenti climatici che stravolgo la Terra sono gli esperimenti atomici di americani e sovietici ai due Poli. Raccontato dal punto di vista di un giornalista inglese del Daily Express, il film si chiude con il quotidiano pronto in due bozze diverse: “la Terra è salva” e “la Terra è condannata”. Tutto dipenderà da quello che gli uomini sapranno e vorranno fare.

Quintet (USA, 1978) di Robert Altman, con Paul Newman e Vittorio Gassman

Nel 2001 gran parte del pianeta Terra è ormai ricoperto dai ghiacci e l’umanità sopravvissuta vede nel gioco del Quintet una delle massimi espressioni di intrattenimento. Chi vince ha diritto di vita e di morte sugli avversari e si guadagna la possibilità di continuare a giocare. Un mondo ostile dove combattere per sopravvivere è l’unica etica, nonostante gli ultimi esseri umani ostentino una lingua forbita e abiti rinascimentali. Un apologo sul declino dell’umanità.

Waterworld (USA, 1995) di Kevin Reynolds, prodotto e interpretato da Kevin Costner

Nell'anno 2468 il pianeta è quasi totalmente sommerso dalle acque: un cataclisma, causato dall'innalzamento della temperatura, ha portato alla sparizione dei ghiacciai polari e ha inghiottito tutti i continenti. La popolazione superstite sogna un luogo mitico chiamato Dryland (terra asciutta). e nel frattempo ha costruito isole, minacciate da bande di razziatori. Un eroe solitario, il mutante Mariner, combatte contro il capo dei feroci pirati, il Diacono, e va alla ricerca di Dryland accompagnato da Helen e la piccola Enola.

L’alba del giorno dopo (The day after tomorrow) (USA, 2004) di Roland Emmerich

Primo film catastrofista ad alto budget direttamente legato ai cambiamenti climatici. L'allarme lanciato dagli scienziati rimane inascoltato e in poche settimane la situazione precipita e il Pianeta si ritrova nel pieno di un'era glaciale: è la fine della civiltà così come la conosciamo.

 

Una scomoda verità(An Inconvenient Truth) (USA, 2006) di Davis Guggenheim

Avente come protagonista l’ex vicepresidente degli Stati Uniti d'America, Al Gore, il film-documentario, vincitore di due premi Oscar, affronta il problema mondiale del riscaldamento globale. Nell'impegno a spiegare il fenomeno del riscaldamento globale, il film mostra le variazioni di temperatura e dei livelli di CO2 nell'atmosfera negli ultimi 600.000 anni.

 

The age of stupid (Gran Bretagna, 2009) di Franny Armstrong con Pete Postlethwaite,

Siamo nel 2055 e la Terra è un luogo reso inospitale dai cambiamenti climatici. Il fondatore e custode di un archivio globale attraverso testimonianze d’epoca ricostruisce come l’umanità abbia portato il pianeta al collasso. Efficace documentario che si traveste da film di fantascienza per mostrarci testimonianze dell’oggi.

Re della Terra Selvaggia (Beasts of the Southern Wild) (USA, 2012)

È la storia della bambina Hushpuppy, del suo papà Wink e della comunità bayou chiamata “Bathtub" che vive nelle paludi nel profondo sud della Louisiana, denominata anche "grande vasca" per le continue alluvioni che avvengono in quella zona a causa dei cicloni. Le temperature della Terra sono in aumento, i ghiacci iniziano a sciogliersi, gli uragani si scatenano e bestie preistoriche chiamate Aurochs si scongelano: quando gli equilibri naturali si spezzano, la vita che da questi dipende rischia di scomparire.

La quinta stagione (Belgio, 2012)di Peter Brosens e Jessica Woodworth

Cosa accadrebbe se all'improvviso l'unica stagione possibile fosse l'inverno, e la natura (le piante, gli animali) smettessero di dare nutrimento agli uomini? Lentamente la civiltà tornerebbe indietro, il patto sociale di tolleranza e solidarietà fra gli esseri umani verrebbe meno e comincerebbe un'era di barbarie. Vincitore della prima edizione del Green Drop Award a Venezia 69.

Ice and the Sky (Francia, 2015) di Luc Jacques

Il documentario, che ha chiuso il 68° Festival di Cannes, racconta la storia di Claude Lorius, l’uomo che nel 1957 partì per studiare il ghiaccio antartico. Nel 1965 è stato il primo scienziato a interessarsi del riscaldamento globale e delle sue conseguenze per il pianeta. Un film che, come detto dal regista stesso, vuole essere “un contributo alla grande sfida che l’umanità deve affrontare il prima possibile per assicurarsi un futuro e assicurarlo al pianeta”.

Cos'è il Green Drop Award

Il Green Drop Award è il premio istituito da Green Cross Italia, onlus internazionale fondata da Mikhail Gorbaciov, e assegnato durante la Mostra del Cinema di Venezia al film, tra quelli in gara nella selezione ufficiale del Festival, che meglio interpreta i valori dell'ecologia e dello sviluppo sostenibile.

Giunto alla sua quarta edizione, nel 2012 è stato vinto da “Le cinque stagioni” di Peter Brosens e Jessica Woodworth, nel 2013 da “Ana Arabia” di Amos Gitai e nel 2014 da “The postman’s white nights” di Andrei Konchalovsky.

I presidenti delle tre passate edizioni sono stati Ermanno Olmi, Mimmo Calopresti e Silvia Scola.